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TARIFFE AEREE: La pezza rischia di essere peggio del buco

  • Immagine del redattore: Sandro Usai
    Sandro Usai
  • 7 ago 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Pixabay - Ph Nel_Botha-NZ
Pixabay - Ph Nel_Botha-NZ

Il Governo oggi dovrebbe approvare il Dl Asset e Investimenti che contiene anche le norme per mitigare la giungla dei prezzi delle tratte aeree nazionali, verso la Sicilia e la Sardegna, che tanta indignazione hanno provocato nell'opinione pubblica.


I primi due articoli del DL sono significativi per capire la strategia utilizzata dal Governo per evitare, secondo loro, il caro biglietti che ha interessato la Sicilia e la Sardegna in questa stagione.

Top price

L'art. 1 prevede che la tariffa massima praticabile dal vettore può arrivare sino al 200% della Tariffa media (media ponderata) praticata su quella tratta?

E qui è la prima fregatura.

Chi e come si stabilisce il valore della tariffa media?

In pratica ogni vettore può dichiarare quello che vuole ottenendo così una forbice assoluta più alta.

Più è alta la tariffa media e più elevata sarà la tariffa massima ammessa per legge. In altre parole chi ha speculato avrà la giustificazione per continuare ad applicare tariffe ingiustificate ma regolari per la legge.

Insomma la dicitura Tariffa media è aleatoria e contradditoria. Basta pensare che il Governo non ha gli strumenti per calcolarla e non la può imporre uguale per tutti i vettori.

La tariffa media è il risultato di una combinazione di fattori commerciali (revenue management) che dipende dai posti venduti (Load factor), dall'aeromobile utilizzato, dalla distanza tra i due aeroporti, e da un elenco di altre voci, tra cui il prezzo del carburante, che compongono il costo orario volato su cui viene impostata una politica dei prezzi di vendita del posto disponibile.

Il risultato sarà che le Compagnie più efficienti, vedi Ryanair, guadagnano di più pur mantenendo una tariffa media più bassa rispetto agli altri vettori.

Questo si riverbera anche nella tariffa massima ammessa che per Ryanair sarà più bassa rispetto ai concorrenti che operano nella stessa tratta in libero mercato.

I riflessi sulla Ct

Su Cagliari, ad esempio, le tratte per Fiumicino e Linate sono operate in esclusiva da ITA. Quindi se dovessimo prendere la tariffa media calcolata per mese o per l'anno 2022, che si è rivelato un anno fortemente speculativo, ci ritroveremo un massimale di tariffa gonfiato dai dati in partenza vanificando lo scopo anti inflattivo e anti speculativo per cui nasce la legge.

La conferma ci viene dalla stessa ITA che, rispondendo alla Regione ha dichiarato che la tariffa massima (solo andata) verso Fiumicino è di 250€ e verso Linate di 300€ (escluse le tasse aeroportuali).

Se trasformiamo questi valori in tariffa media otteniamo 83,33€ e 100€. Notate che il prezzo massimo ammesso risulta 4 volte il prezzo riservato ai residenti!

A questo si deve aggiungere la considerazione che cercare una soluzione che ponga un tetto al prezzo massimo - che riguarda una piccolissima percentuale di passeggeri - lasciando libero il vettore di muoversi nella fascia tariffaria che va dal 1 al 199% della tariffa media non intacca i ricavi del vettore. Infatti oggi il fenomeno delle tariffe variabili e legato alla formulazione commerciale che attraverso sofisticati strumenti di revenue impone segmentazioni dei passeggeri e relative tariffe.

Insomma la soluzione prevista nell'art. 1 del DL non risolverà il problema del caro trasporti per i residenti e non residenti che utilizzano gli aerei che operano in regime di libero mercato e per i non residenti che viaggiano con gli aerei previsti dalla Continuità territoriale.

Che cosa prevede l'art. 2

L'unico modo per mitigare il caro biglietti ci viene offerto dall'art. 2 del DL che consente l'inserimento di una tariffa massima nel bando di gara sulla Continuità territoriale. La Regione Sardegna la potrà prevedere nel nuovo bando a partire dal 27 ottobre del 2024. Sino ad allora sarà come ora: savana!

Ipotesi di tariffe aeree in Ct con OSP

Dalle simulazioni che ho effettuato utilizzando due valori di Load factor (75% per il periodo Set-Giu e 85% per il periodo Lug-Ago) per le tratte Cagliari - Fiumicino e Cagliari - Linate, e inserendo due valori medi per i passeggeri residenti, rispettivamente del 60% e del 45% è possibile affermare che per remunerare il vettore con un margine del 25% sui costi stimati è sufficiente applicare una maggiorazione pari a 2,5 volte la tariffa residenti ai non residenti.

Naturalmente i conti si fanno con l'oste e bisogna capire se i vettori si accontentano di questo margine di guadagno.

Per ora l'unica cosa certa è che ci sarà una Legge dello Stato che autorizza anche i vettori che operano in esclusiva sulle tratte in Ct a offrire tariffe sino a 3 volte il valore medio ovvero, verosimilmente, 4 volte, quelle riservate ai residenti, ai disgraziati non residenti.

Mi sembra evidente che siamo davanti ad una spennatura certificata dallo Stato.

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