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Si avvera il sogno di Gianni Chessa: in Sardegna è arrivata più gente!

  • Immagine del redattore: Sandro Usai
    Sandro Usai
  • 7 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Immagine realizzata con l'IA
Immagine realizzata con l'IA

L'ISTAT certifica i numeri del turismo del 2025 e consacra la nostra isola sul podio delle regioni più performanti in termini di crescita. La gente sta arrivando!

Nel 2024, anno di insediamento della Giunta Todde, erano arrivati i primi segnali di forte crescita di arrivi e presenze rispetto al 2023, frutto delle politiche della precedente Giunta Solinas. Il trend si è consolidato nel 2025, che ha registrato una crescita delle presenze del 16% rispetto al 2024. Nel complesso, negli ultimi due anni le presenze nella nostra isola sono aumentate di oltre il 30%.


Numeri ottimi per la statistica che, tuttavia, non restituiscono un solido sviluppo sociale né prosperità per il personale stagionale, che resta intrappolato in una forte precarietà.


I risultati economici sono certamente ottimi per gli operatori turistici, che si assicurano profitti importanti soprattutto grazie all'aumento delle presenze internazionali. Queste presenze, però, sono in una certa percentuale anche quelle che contribuiscono meno ai consumi locali, perché acquistano i pacchetti turistici tramite canali diretti e indiretti nei paesi di provenienza. Un esempio per tutti: i turisti americani che arrivano con Delta dopo aver acquistato il pacchetto tramite i circuiti di distribuzione statunitensi alla fine che cosa lasciano realmente a "zia Maria"?


In termini di valore aggiunto si riscontra così una performance molto vivace per gli operatori (albergatori, ristoratori, alloggi privati e B&B), mentre per il personale stagionale il risultato è davvero mortificante: lavora senza sosta per rimanere povero e, siccome la destagionalizzazione è un sogno annunciato da tutti ma mai realizzato, a ottobre torna senza lavoro.


L'esempio più significativo di benessere derivato dal turismo lo vediamo in Gallura, dove il turismo rappresenta una percentuale elevata del PIL e, nonostante la stagionalità, garantisce agli operatori locali entrate importanti. Ma questo vale per chi lavora o collabora nell'erogazione dei servizi turistici attesi da una clientela speciale, almeno per portafoglio. I cittadini olbiesi impiegati in una qualsiasi azienda pubblica o privata, invece, subiscono una presenza turistica asfissiante che fa lievitare i prezzi al consumo, rendendo la vita più cara e la qualità della vita più scarsa.


Alimentare in modo artificioso l'aumento di arrivi e presenze non agevola certo l'inclusione della popolazione locale e vanifica quel sentimento positivo indispensabile perché d'estate i residenti non debbano chiudersi in casa e arrabattarsi per fare la spesa.


Siamo davanti alle due facce della stessa medaglia: il turismo contribuisce ad arricchire gli operatori e a impoverire i residenti che il turismo lo subiscono.


Però la gente è arrivata! E pure tanta!



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