Aeroporti sardi: il term sheet che consegna le chiavi ai privati
- Sandro Usai

- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 26 minuti fa

C'è un documento che circola negli uffici della Regione Sardegna e che potrebbe cambiare per sempre la gestione degli aeroporti dell'isola. Si chiama term sheet. È ancora non vincolante. Ma l'architettura che descrive racconta già molto su chi ha scritto le regole del gioco — e a vantaggio di chi.
La finestra d'uscita che svela tutto
I soci privati della holding — F2i/Ligantia, Fondazione Sardegna e BlackRock — potranno vendere le loro quote a partire dal 1° gennaio 2029. Chi conosce il settore infrastrutturale sa che questa non è la tempistica di chi vuole costruire qualcosa. È la tempistica di chi vuole posizionarsi, attendere il momento giusto, e poi uscire — preferibilmente con profitto.
Gli aeroporti sardi, nel frattempo, fanno da sfondo.
L'asimmetria che nessuno vuole spiegare
Qui sta il nodo più delicato. Il term sheet prevede che i soci privati possano cedere le loro quote senza che la Regione possa esprimere un veto sugli acquirenti. Chiunque può entrare nella holding domani mattina — un fondo speculativo, un operatore straniero, un soggetto con interessi lontanissimi dalla Sardegna — e la RAS non ha strumenti per bloccarlo.
Il contrario, invece, è scritto nero su bianco: i privati possono esercitare il veto sui movimenti della componente pubblica.
Una porta girevole che gira in una direzione sola. E quella direzione non è verso l'interesse pubblico.
Gli scenari: cosa può succedere dal 2029
Proviamo a ragionare su quello che potrebbe accadere una volta che la holding è operativa e la finestra d'uscita si apre.
Scenario 1 — La mossa della CCIAA BlackRock non ha vincoli temporali per cedere. Potrebbe farlo anche subito dopo la firma. La Camera di Commercio — già presente nella compagine — avrebbe tutto l'interesse ad acquistarne il pacchetto. Con quella quota aggiuntiva, il suo peso nella governance della holding cambierebbe radicalmente. Chi guida la CCIAA si ritroverebbe con una leva strategica sugli aeroporti sardi che nessun mandato istituzionale aveva previsto.
Scenario 2 — F2i esce, il blocco si consolida F2i decide di cedere nel 2029. Fondazione Sardegna resta. Si forma naturalmente un blocco tra Fondazione e CCIAA, due soggetti formalmente distinti ma con una visione strategica convergente. La Regione si ritrova in minoranza operativa, pur mantenendo una quota nominale. Il governo della rete aeroportuale passa di mano senza che nessuno abbia votato nulla.
Scenario 3 — L'acquirente sconosciuto Un operatore esterno — magari già individuato, magari no — rileva le quote dei privati in uscita. La RAS non può opporsi. Gli aeroporti sardi diventano asset di un soggetto senza radicamento territoriale, senza missione pubblica, senza accountability democratica.
La domanda che resta senza risposta
Quando un'architettura societaria è costruita con questa precisione — asimmetrie nei diritti, finestre d'uscita calibrate, composizione della compagine non casuale — di solito qualcuno sa già dove andrà a parare. L'operazione attuale potrebbe essere solo la Fase 1 di un disegno più ampio, il cui esito finale è già scritto da qualche parte, in qualche accordo che non è ancora pubblico.
La presidente Todde ha ancora il tempo per riscrivere le regole prima che diventino vincolanti. Tre modifiche strutturali sarebbero sufficienti a riequilibrare i rapporti di forza: diritto di prelazione su ogni cessione di quota, gradimento reciproco sugli acquirenti, lock-up prolungato per chi ha ruolo industriale nella holding.
Senza questi correttivi, la firma sul term sheet definitivo non sarà un accordo per sviluppare gli aeroporti sardi. Sarà una delega in bianco — firmata dalla Regione, incassata da altri.
(articolo modificato il 15 maggio)




Palese che qualcuno diventerà molto ricco.