Il rischio silenzioso della continuità territoriale aerea
- Sandro Usai

- 4 giorni fa
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Il comunicato dell'assessora ai Trasporti Barbara Manca del 30 aprile scorso è chiaro: "l’impianto del DM 213 sulla continuità territoriale aerea non si tocca. La tutela dei residenti sardi è una priorità assoluta." Capisco la posizione, politicamente comprensibile, ma che rischia di minare il rapporto contrattuale con Aeroitalia.
Il meccanismo per l’adeguamento tariffario esiste, ma è congelato
Il DM 213 prevede un sistema di adeguamento tariffario semestrale legato al costo del carburante: se la media semestrale del Jet A-1 FOB Mediterraneo varia di oltre il 5% rispetto al valore di riferimento di 635,27 €/tonnellata, scatta un adeguamento proporzionale delle tariffe. Un meccanismo pensato proprio per proteggere l'equilibrio economico del vettore da shock energetici.
Il problema è che lo stesso articolo specifica che gli adeguamenti decorrono dal terzo anno successivo all'entrata in vigore del decreto. Tradotto: fino al 2027-2028, le tariffe sono intoccabili indipendentemente da qualsiasi variazione del prezzo del carburante.
I numeri dicono che il trigger è già scattato
Con il prezzo che ha raggiunto il Jet A-1 la soglia del 5% è stata superata e se fosse attivabile, scatterebbe già ora.
Aeroitalia e RAS sono strette in una morsa
Il risultato è che Aeroitalia si trova obbligata a erogare un servizio pubblico essenziale con costi operativi crescenti e tariffe bloccate per contratto, senza alcuno strumento di ristoro immediato.
Dall’altra parte del tavolo è seduta la RAS che, aldilà delle dichiarazioni, sa bene che ha necessità di trovare una soluzione perché non potrebbe giustificare un fallimento del negoziato con l’estate alle porte e la stagione turistica oramai avviata.
Come sempre serve dialogo e buona volontà. Le posizioni rigide sono foriere di pasticci e fallimenti, delle aziende e dell’azione politica.
La domanda che nessuno sta facendo
Il dibattito pubblico si è fermato alla contrapposizione tra chi vuole proteggere le tasche dei sardi e chi segnala l'insostenibilità dei costi per il vettore. Ma la domanda più urgente è un'altra: esiste uno strumento di compensazione pubblica — non tariffario — che consenta di coprire il gap economico di Aeroitalia senza violare né il DM né la normativa europea sugli aiuti di Stato?
Se non esiste soluzione temo che rimanga solo l’adeguamento tariffario per scongiurare l’abbandono di Aeroitalia che non può sostenere un costo aggiuntivo di 800.000€ al mese considerando la copertura hedging. In realtà dai calcoli effettuati il costo è molto maggiore e si aggira sui 3 milioni al mese con il prezzo attuale del jet fuel.
Spero che la RAS assuma una postura ragionevole anche perché se salta il rapporto con Aeroitalia non è che c’è un altro vettore pronto a subentrare accollandosi gli onerosi requisiti previsti nel DM 213 soprattutto in questo momento di congiuntura internazionale.
P.s.: tutti questi ragionamenti valgono se la situazione non volge alla catastrofe con la disponibilità di carburante.


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