Servono più tutele per la partecipazione della Regione e della CCIAA nella holding aeroportuale.
- Sandro Usai

- 3 giorni fa
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Un'analisi comparata tra il Provvedimento Antitrust n. 31130 del 12 marzo 2024 e il Term sheet oggi sul tavolo della Regione Sardegna rivela una serie di criticità che meritano attenzione pubblica. Il quadro che emerge è quello di un accordo che, nelle sue condizioni attuali, penalizza sistematicamente i soci pubblici — Camera di Commercio di Cagliari-Oristano e Regione Autonoma della Sardegna — a vantaggio dei proponenti privati.
Un passo indietro rispetto all'accordo originario
Nel primo schema sottoposto all'Autorità Garante, la CCIAA entrava in F2i Ligantia con una quota paritetica rispetto ai Fondi F2i, acquisendo così un ruolo di socio primario con piena dignità negoziale. La Regione, pur non figurando come socia, garantiva la propria presenza istituzionale attraverso un rappresentante nel Consiglio di Amministrazione.
Il Term sheet attuale stravolge questo equilibrio. La CCIAA retrocede da socio primario a socio secondario, assoggettato alle medesime restrizioni previste dal Punto 21 del Term sheet per la Regione in materia di cessione delle proprie quote azionarie. In altri termini, entrambi i soggetti pubblici si troverebbero vincolati — quanto alla libertà di disinvestimento — da condizioni imposte dalla holding privata, con una evidente compressione della loro autonomia patrimoniale.
Il nodo del valore: Cagliari vale più del Nord Sardegna messo insieme
C'è un dato che non può essere ignorato: l'aeroporto di Cagliari-Elmas, per volumi di traffico distribuiti, infrastrutture e prospettive di sviluppo, vale più della somma degli scali di Olbia e Alghero. Eppure, nel perimetro della holding, Sogaer viene ammessa con condizioni tecniche e patrimoniali strutturalmente sfavorevoli, mentre i proponenti privati si assicurano una quota di controllo del 50,25%.
Questa asimmetria non è un dettaglio tecnico: è la sostanza dell'accordo. E la sua conseguenza è diretta e misurabile: nell'istante stesso in cui CCIAA e Regione firmano il Term sheet nelle condizioni attuali, il valore di mercato delle rispettive partecipazioni subisce una contrazione stimabile tra il 50% e il 70%. Non per effetto del mercato, ma per effetto contrattuale. Per Sogaer questa contrazione induce anche un ulteriore perdita di valore del patrimonio umano e professionale che così perde forza contrattuale. Insomma un disastro annunciato!
Una firma che espone al rischio di danno erariale
La domanda che si impone è semplice: come può la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano sottoscrivere un accordo che produce un deprezzamento immediato e quantificabile del proprio patrimonio? E come può la Presidenza della Regione accettare che una quota del 9,25% — peraltro non trascurabile in un'infrastruttura strategica — venga contrattualmente svalutata prima ancora di essere esercitata?
La risposta, se non adeguatamente motivata, rischia di configurare quel danno erariale che è compito della Corte dei Conti prevenire e sanzionare.
Cosa auspicare
Non si tratta di essere contrari alla costruzione di una rete aeroportuale integrata in Sardegna: l'obiettivo è condivisibile e strategicamente rilevante per l'isola. Si tratta di pretendere che i soggetti pubblici vi entrino a condizioni eque, con una rappresentanza proporzionale al valore conferito e con la libertà patrimoniale che compete a chi gestisce risorse della collettività.
Visto il silenzio della maggioranza in Consiglio regionale e delle parti sociali auspico un intervento della Corte dei Conti che riapra il confronto su basi più equilibrate, e che si torni a ragionare — con la serietà che la posta in gioco richiede — sulla governance della rete aeroportuale sarda.



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