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Quali sono le reali motivazioni che hanno spinto la Camera di Commercio di Cagliari ad abbracciare F2i?

  • Immagine del redattore: Sandro Usai
    Sandro Usai
  • 30 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Si è trattato di una scelta dettata da una valutazione di opportunità strategica?


Oppure di una decisione a prevalente finalità affaristica?È stata una scelta assunta in seguito a un atto di indirizzo della Regione?


O magari condivisa con la parte politica che governa la Regione?Infine, è possibile che l’iniziativa sia maturata all’interno di un sodalizio professionale e d’affari che lega il Presidente della Camera di Commercio a esponenti politici?


Risposte chiare e sincere a queste domande aiuterebbero a comprendere che cosa abbia spinto la Camera di Commercio di Cagliari e Oristano – e il suo Presidente – a elaborare un piano tanto ambizioso quanto fragile da arrivare allo scontro con la Corte dei Conti.

La Magistratura contabile, con la Delibera n. 100 del 2023, ha infatti espresso un parere nettamente contrario alla fusione dei tre aeroporti, almeno sulla base della documentazione, ritenuta poco approfondita, presentata dalla Camera di Commercio.


E come se non bastasse, risulta ancora più sorprendente che un progetto bocciato dalla Corte dei Conti abbia trovato sostegno e approvazione da parte della Presidente Todde e della maggioranza di governo regionale, che hanno scelto di destinare 30 milioni di euro di risorse pubbliche all’acquisto di una quota della futura holding con capogruppo F2i per la gestione dei tre aeroporti.


Francamente viene da chiedersi se si tratti di una sottovalutazione dei rischi o della convinzione di poter ignorare, senza conseguenze, i rilievi della Corte dei Conti e dell’ANAC.


Il dibattito pubblico e le sue contraddizioni

Grazie alla posizione assunta da L’Unione Sarda, è possibile leggere quotidianamente punti di vista contrari alla fusione dei tre aeroporti. Le posizioni favorevoli, ammesso che esistano ancora, faticano invece a trovare spazio.

Il quotidiano dedica ampio risalto alle tesi che difendono la gestione pubblica degli aeroporti come garanzia della mobilità dei sardi, opponendosi alla speculazione che F2i metterebbe in atto a favore del mero profitto. Si sostiene inoltre che la fusione eliminerebbe una sana concorrenza tra gli aeroporti del nord Sardegna e quello di Cagliari.

Paradossalmente, le stesse voci celebrano i risultati positivi di bilancio di Sogaer per dimostrare che la società è solida e quindi appetibile per i fondi speculativi.


Una gestione che guarda al passato, non al futuro

Quello che sembra sfuggire a questo dibattito è che la gestione portata avanti da Sogaer negli ultimi anni ha di fatto ipotecato il futuro del territorio. Consegnare le chiavi dell’aeroporto quasi esclusivamente a Ryanair ha prodotto un effetto di “terra bruciata” nei confronti degli altri vettori, riducendo pluralità e capacità di sviluppo. A ciò si aggiunge lo stato di progressivo abbandono dell’aerostazione.

Se poi si considerano i dati di traffico, tutt’altro che entusiasmanti, il quadro complessivo diventa ancora più preoccupante.


Oltre la demagogia: una riflessione necessaria

Non si tratta di sostenere che il pubblico sia migliore solo perché è pubblico. L’obiettivo è riportare il confronto su questioni strutturali e di lungo periodo, lasciando la demagogia a chi la pratica per mestiere.


Se la gestione pubblica fosse migliore ci dovremmo chiedere dov’era la Regione mentre la Camera di Commercio comprometteva il futuro dell’aeroporto con politiche povere di sviluppo e ricche di gestione del potere.

Se davvero si vuole che l’aeroporto torni a lavorare in sintonia con il territorio e a favorire politiche di crescita, è indispensabile che la guida – pubblica o privata – preveda contrappesi reali e rappresentativi dei portatori di interesse, a partire dai passeggeri.

E, alla luce delle recenti dichiarazioni dei sindacati, sarebbe opportuno anche interrogarsi anche sui reali interessi che essi rappresentano, considerata la “sorpresa” e la “rabbia” manifestate per l’esito della gara sulla Continuità territoriale che con il risultato ottenuto ha salvaguardato 250 posti di lavoro in Sardegna.


Buon Anno

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