Prove generali di libero mercato: la Regione corregge il tiro
- Sandro Usai

- 17 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Finalmente la Regione Sardegna ha capito che la soglia dei 100 euro per ottenere i rimborsi del 25% per chi viaggia in regime di libero mercato non era funzionale al contesto del trasporto aereo della nostra isola.
Con Cagliari e Alghero dominate da Ryanair, che punta a mantenere le tariffe ponderate sotto gli 80 euro, la soglia dei 100 euro rappresentava un palliativo che rendeva di fatto inutile la misura del rimborso ai passeggeri residenti che viaggiano nel libero mercato.
Tra l'altro è importante ricordare che, secondo le mie stime — basate sui volumi di traffico in libero mercato negli scali sardi e sulle percentuali di residenti che volano sulle rotte in continuità — circa due residenti su tre che volano da e per la Sardegna lo fanno fuori dal regime degli Oneri di Servizio Pubblico. La contraddizione più grande dell'impostazione che ha voluto strenuamente mantenere la Regione, utilizzando la consumata formula degli Oneri di Servizio Pubblico, riguarda proprio questa proporzione. Si è preferito investire 101 milioni di euro per garantire due tratte nazionali — Roma Fiumicino e Milano Linate — per una platea importante, ma pur sempre limitata e minoritaria rispetto al volume totale dei residenti che si spostano su tutti gli altri aeroporti nazionali grazie, soprattutto, all'offerta di Ryanair.
Ecco perché la delibera approvata dalla Giunta regionale assume un'importanza enorme per i residenti. Non si tratta di una semplice apertura: la misura è già operativa e introduce tre novità concrete. La soglia minima per il diritto al rimborso scende da 100 a 80 euro per singola tratta, la percentuale di rimborso sale dal 25% al 40% e il tetto massimo annuale per beneficiario viene fissato a 1.500 euro venendo incontro ai tantissimi pendolari. Le nuove regole si applicano retroattivamente ai voli effettuati dal 1° luglio 2026. Purtroppo, rimane una questione ancora irrisolta: la procedura di accesso ai rimborsi attraverso la macchina comunale vanifica i propositi se la Regione non cambia modello favorendo la celerità dei rimborsi.
Altro aspetto molto interessante riguarda la conferma dei rimborsi per le tratte internazionali verso i seguenti paesi: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.*
C'è poi un dettaglio che vale più di quanto sembri: il rimborso viene esteso anche ai collegamenti con scalo intermedio, purché la permanenza nello scalo non superi le 24 ore. È forse la parte più "di libero mercato" dell'intera delibera, perché riconosce che la connettività dei sardi non si esaurisce nelle rotte punto-punto che sono alla base dell’impianto degli OSP e dei vettori low cost.
La Mobilità aerea è un diritto che va costruito
Proprio pochi giorni fa nel Convegno organizzato dall'Università di Cagliari, dove ha partecipato anche l'ass.ra Barbara Manca, ho avuto modo di sottolineare che il diritto alla mobilità va costruito mettendo in atto varie azioni con pazienza, elaborazione politica e ingegneristica, affinché i sardi possano godere della massima flessibilità di offerta a prezzi sostenibili. E questo si può ottenere mettendo insieme tutte le soluzioni disponibili nel mercato. Compreso l'attuale modello basato sugli Oneri di Servizio Pubblico che sta mostrando tutti i suoi limiti trasportistici nonostante la formulazione di un DM articolato e vincolante.
Il contenuto della delibera potrebbe rappresentare anche la soluzione per la rotta Alghero-Linate, ripubblicato il 6 luglio, nel caso andasse deserto.
Certo, la Regione potrà dire di aver fatto tutto il possibile per fornire ai residenti del bacino d'utenza dell'aeroporto di Alghero un servizio "protetto" e "garantito", ma la realtà — ovvero il mercato del trasporto aereo — ragiona su basi diverse, svuotando di fatto quel "diritto alla mobilità" che la Regione proclama sulla carta.
Visto lo scenario del trasporto aereo che stiamo rilevando non mi sorprenderei che l'attuale modello abbia i mesi contati.
Anche i continui attacchi, spesso strumentali, verso Aeroitalia non fanno altro che accelerare la crisi del modello voluto dalla Regione.
Colgo l'occasione anche per ricordare a quanti auspicano un cambio di operatore per garantire i servizi di Continuità territoriale di domandarsi se esiste un altro vettore interessato. Aeroitalia, purtroppo per la Regione, oggi è insostituibile.
Non so che cosa ci riserva il prossimo futuro, ma di una cosa sono ragionevolmente certo: il prossimo bando non sarà basato sugli Oneri di Servizio Pubblico come sono attualmente intesi.
* manca la Bulgaria che non era presente nella Delibera 44/15 del 2023




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