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Il gioco delle parti rischia di lasciarci a terra

Immagine del redattore: Sandro Usai
Sandro Usai
2 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

 

Ass.re Barbara Manca e Gaetano Intrieri
Ass.re Barbara Manca e Gaetano Intrieri

Mercato e Continuità, due logiche diverse

Da una parte c'è il diritto alla mobilità. Dall'altra c'è la necessità di non far saltare i vettori che quel diritto lo rendono concreto. Per garantirlo, la Sardegna dispone di due strumenti: il Mercato e la Continuità territoriale con Oneri di Servizio Pubblico.


Il mercato non segue regole sociali. Opera con regole commerciali, che devono tenere in equilibrio i conti a tutela di azionisti e lavoratori. La Continuità territoriale basata sugli oneri di servizio pubblico ha invece una natura sociale. Per funzionare, però, ha bisogno di uno o più vettori disposti a operarla e in grado di reggerla.

Oggi tenere insieme le due cose è sempre più difficile. Il costo del carburante pesa ormai tanto da costringere i vettori a rivedere l'operativo e, in prospettiva, ad alzare le tariffe. Ieri ne ho descritto alcuni aspetti in questo canale. Oggi le posizioni sono uscite allo scoperto.


Tagli contro sanzioni

L'amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, parla di una situazione insostenibile e di forza maggiore. Annuncia prossimi tagli di frequenze. L'assessora ai Trasporti Barbara Manca risponde che nessuna cancellazione è autorizzata e che le violazioni saranno sanzionate.

La situazione è emergenziale e dovrebbe indurre la Regione a prenderne atto, aprendo un tavolo negoziale capace di ridefinire il perimetro del servizio. Le dichiarazioni di oggi vanno invece nella direzione opposta. Il vettore annuncia tagli unilaterali, la Regione risponde con le sanzioni, e ciascuno irrigidisce la propria posizione in attesa che sia l'altro a cedere. È una sfida in cui Aeroitalia ha già fatto la prima mossa, tagliando le frequenze. La Regione rischia di rispondere con l'unica leva che non riporta in volo nessun aereo.


Un impianto pensato per tempi normali

L'impianto della nuova Continuità è stato costruito per dimostrare una svolta: più frequenze dei bandi precedenti, una quarta fascia oraria, più posti. Tutto bello se non fosse che gli Stati Uniti e Israele hanno deciso di aprire un conflitto contro l'Iran introducendo una variabile impazzita sul costo del carburante.


Il paradosso delle tariffe

Sulle tariffe il paradosso è evidente. Il DM 213/2025 prevede l'adeguamento in base al costo del carburante: una regola scritta dalla stessa Regione. La Regione però non intende applicarla, per non scaricare i rincari sui passeggeri, e sceglie di coprire la differenza con un ristoro. Quindi la Regione prende atto che la situazione è complicata e opera una scelta politica legittima, anche se lascia qualche dubbio sul piano della normativa europea sugli aiuti di stato. Tuttavia se la regola resta sulla carta, il ristoro deve arrivare, e in tempi certi. Altrimenti il vettore si ritrova con tariffe ferme e costi in crescita, senza nessuna delle due tutele.


Ristori promessi, non ancora erogati

La Regione ha stanziato 10 milioni di euro per il 2026 per compensare il caro carburante sulle rotte in continuità. Secondo Intrieri, però, ancora non si sa come e quando arriveranno. Sono passati quattro mesi e mezzo dal tavolo del 6 maggio al MIT. Una compensazione promessa e non erogata non è una compensazione. Con i sardi senza alternative nei mesi invernali, uno stallo lungo sarebbe difficile da spiegare. Per chi governa avrebbe un costo politico pesante.


Un tavolo con regole chiare

La risposta non è il muro contro muro, ma un negoziato con regole chiare.

Per questo esorto l'assessora Manca e il dott. Intrieri ad aprire subito un tavolo tecnico. Il tavolo dovrebbe fondarsi su quattro punti:

•       Conti trasparenti. Il vettore documenta costi e coefficienti di riempimento rotta per rotta.

•       Ristori certi. La Regione indica tempi e modalità di erogazione dei ristori.

•       Deroghe temporanee e motivate. Eventuali rimodulazioni delle fasce a bassa domanda sono autorizzate formalmente e hanno una scadenza, invece di essere subite.

•       Tariffe ferme, ma coperte. Il ristoro deve compensare davvero il differenziale che la mancata applicazione della clausola carburante lascia al vettore.


Le sanzioni restino l'ultima risorsa, non il primo argomento. Il successo di un assessorato si misura dal servizio che resta attivo, non dalla fermezza con cui si difende un contratto che il contesto ha già superato.

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