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Non ci sono voli, non c'è posto, bisogna aggiungere voli. Tutto vero?

  • Immagine del redattore: Sandro Usai
    Sandro Usai
  • 8 lug 2024
  • Tempo di lettura: 3 min


Non passa giorno che la signora Continuità territoriale faccia parlare di lei. In negativo.

 

Ogni volta, gira che ti rigira, nei periodi caldi (estate, Natale, Pasqua, Capodanno) si ripropongono gli stessi problemi:

1.    i voli sono pieni

2.    non ci sono posti

3.    bisogna aumentare i posti e le frequenze

4.    il costo dei biglietti per i non residenti è insostenibile

5.    i call center per l'assistenza non funzionano

6.    questo sistema danneggia l'economia isolana.

 

I primi due punti esprimono in parte una verità e il terzo punto va ragionato.

 

I voli sono pieni, non c’è posto

Analizzando i dati mensili, sulla base delle fonti istituzionali riferite al 2023, risultano pieni (100% di Load factor) 399 voli su 5.703 nella rotta Cagliari-Roma Fiumicino-Cagliari e 305 voli su 4.280 nella rotta Cagliari-Milano Linate-Cagliari.

 

In termini percentuali risulta che il 7% dei voli effettuati nelle due rotte risultano pieni.

Dall’analisi dettagliata emerge un dato interessante che mostra quali sono i voli imputati che alimentano la classifica del tutto pieno. Le fasce orarie più colpite risultano quella del mattino e del pomeriggio con la complicazione che essendo sbilanciati tra arrivi e partenze non favoriscono la scelta da parte del vettore di aggiungere un altro volo o di operare con un velivolo più capiente.

 

Aggiungiamo che ogni volta che un volo è pieno al 100% è verosimile che ci siano passeggeri che hanno ricevuto un diniego ovvero che si verifichino fenomeni di overbooking.

 

Per capire se la percentuale del 7% sia un valore accettabile possiamo fare riferimento a Ryanair che su Cagliari ha effettuato, nel 2023, 15.825 movimenti con 141 voli al 100% di Load factor, pari allo 0,89%.

 

In termini pratici Ryanair performa più di ITA perché riesce a mantenere un livello molto basso di contenzioso con il cliente in merito alla disponibilità di posti e quindi è meno esposta all’overbooking pur raggiungendo un Load factor medio intorno all'88% e contro il 79% sulla tratta per Fiumicino e il 75% sulla tratta per Linate di ITA.

 

Da questa breve analisi emerge che la lamentela sul fatto che i voli sono pieni riguarda solo il 7% dei movimenti concentrati in due fasce orarie. Nel 93% restanti non c’è un problema di posti.

 

 

Bisogna aumentare i posti e le frequenze

Questa affermazione andrebbe precisata meglio aggiungendo che "bisogna aumentare i posti e le frequenze (che per la Commissione europea sono due cose distinte) in certe fasce critiche della giornata."

 

Se guardiamo il grafico dei passeggeri mese per mese e i posti offerti da ITA su Cagliari, non possiamo non rilevare che esiste uno spreco di risorse alimentato soprattutto dai voli fuori dalle fasce critiche del mattino e del pomeriggio.

 

Ora ci dobbiamo chiedere: è fattibile individuare una soluzione che mitighi il disagio creato ai passeggeri che insistono sulla stessa fascia oraria e che sia conveniente per il vettore ? La risposta è Ni.

 

Per risolvere questa situazione è indispensabile che il vettore che si aggiudica il servizio in Continuità territoriale sia dotato di una flotta con aerei di varia capacità. In pratica il contrario di quello che fanno i migliori vettori che operano con una flotta omogenea per migliorare i costi di gestione.




Questo grafico invece mostra le percentuali di maggiorazione dei posti offerti rispetto ai passeggeri trasportati.


  

Seguirà altro post sui punti 4, 5 e 6

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